Archive for luglio, 2008

The End

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Fai ciao ciao con la manina a milano!

Due Goccie

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Bastano.

E Milano cade nel panico. L’ho potuto constatare Domenica, tornando da un pranzo dalla cugina di mia madre. (ECCHECACCHIO, LO POSTI UNA SETTIMANA DOPO?) (In effetti ho trascurato un po’ il blog. TROOOOOPPO caldo)

Cosa voglio dire. Eravamo sotto i portici, vicino (in, cosa ne so? So mica milanese) Piazza Duomo e c’erano giusto due o tre nuvole.

Ma i venditori ambulanti (cinegri malefici), voi non lo sapete, in realtà sono tutti diplomati in meteorologia. Quindi sapevano già che doveva piovere.

Quindi, come i funghi dopo la pioggia (madò) ecco che ti spuntano in ogni angolo, pronti pronti per vendere gli ombrelli.

E cominciano la loro danza della pioggia. Tun Tun (apri e chiudi l’ombrello), gira nella mano, gira nella mano. In sequenza.

Plick, Plock. Piove (milano mi ha reso una persona meglio, guarda un po’).

Scatta il Panico.

Gente che affretta il passo…gente che corre. Senza una meta precisa. Sembra che non abbiano mai visto la pioggia in vita loro.

Come se non bastassero le persone in preda al panico urlanti, ci si mettono pure i venditori rincoglioniti. Brumm brumm…ti passa accanto uno con un carretto con la smania della Formula 1.

Poi ci sono quelli che vogliono farsi i fighi con la ragazza, che vanno dagli ombrellari, riparati dal loro ombrello di marka (k) e gli fanno: “scusa, quanto viene?”, “15″ (ma stupido idiota, non vedi che c’ha il suo bell’ombrello?)
“15???? E’ troppo! Che me ne faccio?”
Io picchierei l’ombrellaro, che è più fesso del tizio-mi-faccio-il-figo.

E naturalmente, molte persone che hanno sempre snobbato i negozietti (“Figa, posso mica andare a far compere da Zara! Io ho una certa classe su!”), improvvisamente hanno lo spunto di farsi un giro per quei “negozietti”. Naturalmente vedere, ma non toccare!

Per la cronaca, stasera vado a vedere il film Ken il guerriero – la leggenda di hokuto

A destinazione

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Bene, sono arrivato. Ieri per la precisione.

Il viaggio non è stato malvagio. Anzi, fino a Pescara è stato quasi ottimo. Reparto semivuoto (era un’offerta col 20% di sconto, e pochi l’avevano usata) e l’aria condizionata non era nè troppo alta da avere addosso le pellicce degli orsi polari, nè troppo bassa. Fino a Pescara.

Superata Pescara, sono cominciati i problemi. L’aria condizionata se n’è andata a farsi benedire. Col risultato che si moriva di caldo. Ma apparte questo, nient’altro è andato male. Alla fine era pure bello vedere ‘sti stranieri un po’ rincoglioniti che erano diventati tipo robot. Della specie che continuano a camminare contro il muro. Cercavano disperatamente di passare con la valigia nel corridoio tra i sedili. Corridoio troppo stretto che non lasciava passare la valigia. Ma loro continuavano a camminare e a tirare la valigia, anche a costo di dover sdradicare i sedili.

Arrivato qui è venuto il fratellone a prendermi e abbiamo fatto una camminata verso l’ufficio. E già rimpiangevo il mio paesino e la bella piscina che avevo a disposizione.

Ma ormai sono qui e non mi lamento. Alle 3 prendo il tram e vado in ufficio dal boss (ufficio bellissimo tra l’altro). Poi da li andiamo a fare il tatuaggio.

P.S. Nota tecnica. Per vari problemi che non ho capito, il tema sport-blog va in vacanza e torna dilectio. Ma non preoccupatevi, tanto c’è il theme switcher, e sto per mettere un tema fatto dal mio fratellone, che diventerà quello predefinito e manderà tutti gli altri in vacanza.

P.P.S. Fa caldo!

P.P.P.S. Il mac è proprio figo, e vedere quanti ce ne sono nell’ufficio è ancor più bello

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