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Il libro della felicità
9Una decina di sbirri mi pestavano e contemporaneamente mi informavano sui miei diritti…Dissi che ero John McCone, quello della Cia. Dissi che ero nato nel 1888 e che lavoravo per i servizi segreti della marina. L’interrogatorio fu un vero spasso. Li accusai di essere dei cattolici e di volermi impiantare una radio nel cervello…appena il giudice fece il suo ingresso in aula, saltai in piedi e mi misi a strillare che lui era un vescovo, lo potevo affermare con certezza per via della toga.
La tappa successiva fu il manicomio. Scatenai tutti i pazzoidi e fomentai una sommossa. Mi spedirono in prigione. La storia finisce quando me la svigno, di notte, nel bel mezzo della rivolta di Watts.
La vuoi, quella storia?Edward Bunker
E’ straordinario, com’è bastato un libro per rendermi felice come un bambino con una busta di maria.
Come ormai noto, il mio autore preferito è appunto Edward Bunker. Nato a Hollywood il 31 dicembre 1933, è scomparso a Los Angeles il 19 luglio 2005. Ex detenuto, ha scritto un sacco di storie crime, tra cui “Cane mangia cane”, “Come una bestia feroce” definito da Quentin Tarantino, lo stesso che lo fece recitare nel ruolo di Mr. Blue nel film “le Iene”, la più bella storia crime mai scritta. Ha scritto anche “Educazione di una canaglia” l’autobiografia e l’unico suo libro che non ho ancora letto. L’ultimo libro scritto è Stark.
O meglio, era.
Infatti ieri, in un centro commerciale a Bari, ho scoperto questo ultimo libro: “Mia è la vendetta”.
Negli ultimi anni della sua vita Edward «Eddie»Bunker ha riflettuto e scritto molto sullo scontro tra neri e bianchi in America, e sulla segregazione razziale come chiave per capire non solo il carcere, ma l’intera storia degli Stati Uniti.
Ne è nato questo libro, ‘Mia è la vendetta’, destinato con una lettera al suo agente e amico Nat Sobel, che solo la morte gli impedì di vedere pubblicato. Doveva essere la prima parte, in sé compiuta, di una narrazione d’insieme dello scontro fra bianchi e neri in America.
Il libro segue un percorso narrativo preciso, dal nascere dell’odio nella Los Angeles del 1927 alle diverse prospettive da cui viene vista la storia dei «fratelli di Soledad» negli anni della rivolta nera, al racconto esemplare di un pasticciato, tragi-comico tentativo d’evasione dal Braccio della morte: forse una delle cose piú belle in assoluto mai scritte da Edward Bunker.
‘Mia è la vendetta’ è l’addio di Bunker ai suoi lettori e viene pubblicato in anteprima mondiale nel Paese che l’ha forse amato di più.
E io l’ho comprato immediatamente!
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